02/11/2009
meditazioni dal cavadenti
In questi giorni mi sto facendo “revisionare” la bocca, un po’ di sana pulizia alle zanne e qualche ritocco allo smalto…. E devo dire che durante le sedute dentistiche, mentre non posso parlare, perché ho almeno 2 mani e svariati strumenti di tortura in bocca, mentre mi concentro sulle orecchie del mio dentista, o sugli occhi della sua assistente (unica parte visibile, poiché, ho notato, tra gli odontoiatri va di moda un look taliban style, per cui alle donne si permette di mostrare solo gli occhi tra cuffia e mascherina…), mi sono dedicato alla meditazione. E mi sono posto dei quesiti.
Cosa spinge uno a diventar dentista? Quale motivazione profonda può muovere un giovane a dire: io da grande farò il dentista? Quale passione può spingere uno a dire: farà scopo della mia vita rifare il sorriso alla gente? Non è forse più il sadismo di spaventare con aggeggi strani anche i più impavidi, o di torturare con pratiche degne del miglior manuale le altrui bocche? O il fatto di poter azzittire la gente e poter assistere alle grottesche espressioni che noi pazienti assumiamo mentre abbiamo almeno 2 mani in bocca, uno specchietto, una specie di saldatore a caldo, un uncino, una piccola fresa, un tubo che non capisco se butta o toglie l’acqua (mi par sempre d’annegare), un altro tubo e almeno un altro attrezzo di cui lo scopo non ci è chiaro? Il tutto sotto un fanale sparato negli occhi e lo sguardo del tuo dentista che oscilla tra l’annoiato e il disprezzo? Cosa mi chiedo può muovere un intelletto a dire: io sarò dentista? Poi ho visto il conto. È lì il perché mi è stato tremendamente chiaro.
22:43
Scritto da : paleobonetto
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| Tag: dentista, odontoiatria, denti, motivazioni | OKNOtizie |
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